giovedì 26 gennaio 2012

Audizione dipendenti Azienda Futura in Commissione Servizi Sociali

Nella serata di Martedì 24 gennaio si è tenuta presso la sala consiliare del nostro comune una commissione speciale a cui hanno partecipato i consiglieri comunali preposti e le educatrici dell'azienda speciale Futura e la loro rappresentanza sindacale al fine di discutere della tematica che ha tenuto banco nelle ultime settimane: la questione relativa la gestione dei servizi di Futura sul territorio di Pioltello e la gestione dei 3 nidi (Monteverdi, Signorelli e D'Annunzio).
In via del tutto eccezionale è stato concesso anche ai dipendenti di Azienda Futura di intervenire al dibattito, e proprio loro hanno aperto la discussione presentando a tutti i consiglieri in sala (ed al pubblico) una panoramica d'insieme dei servizi che Futura espleta sul nostro territorio. Da notare l'accento che è stato posto sulla qualità dei servizi che il personale di Azienda Futura mette a disposizione, acquisito attraverso corsi formativi che hanno permesso di ottenere un livello qualitativo paragonato al modello svedese, e di cui l'amministrazione si vantava. Una qualità tale che prestigiose università e comuni limitrofi al nostro chiedono costantemente di poter studiare e di visionare direttamente in loco questa notevole realtà.
A seguito di questo intervento ha preso la parola l'assessore ai servizi sociali Saimon Gaiotto, il quale ha presentato un quadro riepilogativo (comprensivo di spese di gestione suddiviso per anni e i numeri relativi alle iscrizioni, liste d'attesa, la capienza e i posti occupati per ciascun nido) per meglio identificare la situazione relativa ai nidi e alle richieste d'accesso ai servizi da parte dell'utenza nel corso degli anni dal 2006 ad oggi.
Possiamo riassumere brevemente l'intervento dicendo che era mirato a dimostrare le ragioni per le quali l'amministrazione comunale ha proposto la chiusura di due sale (piccoli e medi) del nido Monteverdi, accorpandole in una unica e spostandoli al nido Signorelli, e dirottare quindi le educatrici di queste classi al nido di D'Annunzio, in sostituzione alle maestre con contratto in scadenza. Le ragioni secondo cui tutto ciò è avvenuto durante l'anno scolastico e non ad inizio sono state attribuite ad un cambio di scenario causato dai mancati introiti a seguito delle varie manovre finanziare approvate dal governo centrale. Oltre a ciò la volontà espressa dall'assessore e dall'amministrazione stessa di continuare il progetto iniziato con Futura.

Bisogna qui segnalare un intervento da parte delle educatrici di Futura, le quali hanno evidenziato che i numeri d'iscritti per l'anno in corso al nido Monteverdi sono frutto di una lista d'attesa tutt'ora bloccata, per cui chi volesse iscrivere il proprio figlio in questa struttura non può farlo. Oltre a ciò, il numero di richieste nelle liste d'attesa non è il solo parametro utile per stabilire la richiesta dei servizi da parte della cittadinanza, ma, su espressa indicazione d parte della regione Lombardia, bisogna anche tener conto di due fattori quali il tasso di natalità mensile (che a Pioltello risulta essere in contro-tendenza rispetto ad altri comuni con un numero di nascite che si attesta intorno ai 30-40 bambini al mese) A quest'osservazione non è pervenuta alcuna risposta in merito da parte dell'assessore.
A questo punto si sono succeduti gli interventi da parte dei restanti consiglieri comunali presenti, tra cui le sole domande poste all'assessore sono pervenute da Matteo Monga. Le domande in questione sono state 3:

1) Ha chiesto il motivo del nuovo regolamento introdotto a gennaio 2012 per cui i nuclei familiari, che usufruiranno del servizio nido, con anche solo uno dei genitori possessore di partita IVA o con cariche societarie (in definitiva lavoratore autonomo) dovranno pagare la retta massima. Argomentando che nella sua relazione aveva evidenziato dei casi di dichiarazioni fraudolente pervenute agli uffici. Ovvero quali casi reali in cui anche a fronte di un determinato calcolo ISEE presentato, il reddito reale o presunto fosse diverso e come il comune intendeva provvedere a fare controlli sul reddito visto che non ha ne i mezzi ne le competenze. Ma soprattutto quale logica portava ad applicare la tariffa massima diversamente da quella assegnata. Inoltre è stato portato un esempio di come, per i lavoratori autonomi, le università milanesi applicano le rette, secondo il criterio per cui a fronte di una fascia di pagamento derivata dal calcolo ISEE, si procede assegnando la fascia immediatamente superiore. E se questa non ritenesse sia una misura iniqua oltre che punitiva per molti che a seguito della crisi sono stati costretti a lavorare utilizzando la partita IVA dopo aver perso il lavoro e vivendo una situazione di precariato.

2) E' stato chiesto quale scenario per il futuro e quali strategie l'amministrazione ha ipotizzato per l'azienda speciale, dal momento che dopo il 2013 per le nuove finanziarie i comuni potranno possedere una sola società partecipata anche alla luce che nel limite di dipendenti pubblici che è stato fissato hanno fatto rientrare nel calcolo anche i dipendenti delle società partecipate.

3) Per quanto riguarda l'asilo di Monteverdi, quali sono le intenzioni da parte dell'amministrazione dopo la chiusura dell'anno scolastico, e pertanto a giugno (o al più tardi luglio, nell'ipotesi del nido estivo) quali scenari si possono prefigurare: aspettare settembre e la riapertura delle liste d'attesa per capire se la richiesta è tale da garantirne l'apertura, stipulare una convenzione con un ente privato per la gestione della struttura, anche attraverso una forma di affitto, oppure se al momento ancora non si ha un'idea precisa e si richiede del tempo per una riflessione più approfondita.

A fronte di queste semplici domande, per nulla accusatorie e senza alcuna velleità di strumentalizzazione per fini politici, l'assessore Gaiotto ha inveito pesantemente contro il nostro consigliere, evitando peraltro qualsiasi tipo di risposta ad una delle sopra citate domande. Da notare come nessun intervento da parte della moderatrice sia pervenuto al fine di garantire, anche ai membri consiglieri di opposto segno politico, il totale rispetto per gli interventi e per le idee proposte.
I successivi interventi non sono stati altrettanto propositivi ma solo di supporto alle scelte sin qui operate dall'amministrazione, ribadendo il concetto per il quale tanto è già stato ridotto in termini di spesa, e ad oggi non ci sono più voci di spesa comprimibili che possano quindi permettere un recupero di fondi per far fronte ai mancati introiti da parte del governo centrale.
La commissione è stata infine chiusa con la proposta di incontrare di nuovo le parti per continuare il dialogo e per cercare una possibile soluzione.
Resta tuttavia l'amarezza per il comportamento assolutamente negativo dimostrato da parte dell'assessore a fronte dell'intervento di Matteo Monga, per cui non vi era assolutamente motivo per un attacco verbale quanto mai fuori luogo e lesivo del diritto democratico di espressione.

1 commento:

  1. E' evidente che questa amministrazione sia un tantino alla frutta, soprattutto fa riflettere il fatto che a fronte di domande tutto sommato lecite, e di alcune proposte fatte, per esempio un'applicazione diversa del criterio di assegnazione della fascia della retta per le partite iva, la risposta sia un secco rifiuto condito da improperi ed insulti. Questo la dice lunga sulla disponibilità al dialogo, oltre alla scarsa considerazione dei cittadini stessi che, anche se di opposto segno politico, debbono sempre e comunque essere coinvolti e resi partecipativi della vita politica della propria città. Qui non si sta parlando di governo nazionale, ma di una realtà locale, e sappiamo bene che le due cose sono differenti. E' evidente che qualcuno è più preoccupato del proprio posticino e che ci si senta i soli a saper decidere e governare, piuttosto che cercare una soluzione il più ampiamente condivisa per il bene di tutti.

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