sabato 21 maggio 2011

La mia intervista rilasciata a Milano Today


Nato a Cernusco sul Naviglio il 7 ottobre 1978, Matteo Monga è il candidato a sindaco di Pioltello della lista Progetto Pioltello, sostenuto anche da Lega nord e Pdl. Laureato in Economia e commercio presso l’Università Cattolica del Sacro cuore di Milano, Monga ha un master di secondo livello in Finanza immobiliare della Sda Bocconi e del Mip Politecnico di Milano. In vista del ballottaggio del 29 e 30 maggio, che lo vedrà scontrarsi con il sindaco uscente Antonello Concas, MilanoToday lo ha intervistato.

Quali sono i punti di forza del suo programma?

La caratteristica distintiva, che ha colpito molto i cittadini, è la concretezza. Tra i punti principali del programma cito il progetto articolato e concreto della riqualificazione del parco delle cascine come un vero e proprio urban park rispettoso della tradizione e della storia pioltellese e la riqualificazione dell’ex area Sisas allo scopo di farla diventare un polo produttivo fortemente attrattivo e in grado di dare lavoro ai cittadini. Inoltre, il nostro programma sulla sicurezza dà risposte semplici, concrete e fattibili a chi non si sente sufficientemente sicuro in questa città. Intendiamo investire molto sui giovani con la creazione di centri civici dotati di aule studio degli studenti, punti di ritrovo e aree wi-fi free e su un nuovo piano trasporti che dia più mezzi, una migliore integrazione con sistema di trasporto sovra-locale e soprattutto il sistema degli autobus a chiamata che nei comuni limitrofi funziona molto bene. Da ultimo l’arredo urbano: siamo stufi di vivere in una città brutta, non curata e con aiuole spoglie. Quando vado a Segrate o a Cernusco con tutta quella esplosione di fiore mi viene il magone.

Come sta procedendo la campagna elettorale?

Bene anzi benissimo. Portare il centro sinistra al ballottaggio è stata un’impresa non da poco, ma al di là del ballottaggio, nel cui esito siamo fiduciosi, stiamo costruendo un’alternativa credibile a questo centrosinistra vecchio, provinciale e pauperista; Pioltello è un centro importante a pochi passi da Milano con tante risorse e grandi opportunità ed è governato ormai da troppi anni da politicanti professionisti locali che sembrano uscire da un’assemblea di condominio.

Di cosa ha bisogno Pioltello?

Ci vuole più qualità, più innovazione, più capacità e meno provincialismo. Il nostro programma è un elenco preciso per punti programmatici di cui il nostro Comune ha bisogno. Basta scorrerlo per capire quali sono i veri bisogni di Pioltello: più sicurezza, trasporti più efficienti, una città più pulita, accogliente e bella, luoghi di aggregazione per i giovani, l’attenzione ai veri bisogni sociali, una politica di integrazione delle comunità straniere che si basi su un patto reciprocamente rispettato, accoglienza e rispetto delle regole.

Quali sono, secondo lei, i punti deboli della giunta uscente?

Mi sembra di averne elencati più di uno e primo tra tutti il provincialismo e la scarsa capacità di guardare fuori dal proprio orticello politico e sociale. Ma il punto più debole di tutti è: io non campo di politica e ritengo solo di avere buone competenze amministrative e idee chiare sulla città. Dall’altra parte trovo solo professionisti della politica da troppi anni impegnati a recitare il ruolo di servitori della comunità. Credo che sia giunto il momento di mandare a casa la premiata ditta Concas – Gaiotto.

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